sabato 17 settembre 2011

Ripristino delle normative BCM

Il territorio italiano al termine del secondo conflitto mondiale è completamente permeato da residuati bellici esplodenti, sepolti o affondati. La guerra aerea strategica distrugge intere aree urbane, ogni territorio del Bel Paese. Le incursioni aeree del tipo tattico colpiscono ponti ferroviari, importanti nodi stradali, stazioni ferroviarie, capannoni industriali, strutture portuali e tanto altro. La furia dei B-17, dei Lancaster, in seguito dei Messerschmitt lascia inesplosa una titanica quantità di bombe d'aereo.
La guerra di terra in Italia nasce per mezzo dello sbarco in Sicilia colmando l'intera penisola di ordigni inesplosi.
A fine guerra ogni esercito “probabilmente “ abbandona, sotterra, affonda una grande quantità di munizioni mai utilizzate.
Ovviamente già nel 1945 i militari anglo americani cercano d'individuare soluzioni in grado di restituire agibilità ad un territorio impraticabile a causa del pericolo rappresentato da questi ordigni inesplosi.
Infatti tra il 1944 e il 1948 partecipano a queste campagne di bonifica circa 4500 civili, molti professionisti muoiono investiti da roventi schegge, altri restano feriti e mutilati, ma con grande sprezzo del pericolo i rastrellatori BCM restituiscono la vita a residenti, agricoltori, pastori, ecc...
Inizia una ricostruzione altrimenti impossibile. Nascono le scuole BCM ( Capua, Viterbo, Chieti, Campobasso, Bologna, Ferrara, ecc....), in seguito nasce l'indispensabile figura della “Sezione BCM”, la quale segue, coordina, addestra e collauda i lavori di bonifica bellica.
Il tempo passa, molte sezioni BCM (non comprendo i motivi) oggi non esistono più, ma fortunatamente la bonifica bellica ancora oggi è sostenuta dai Reparti BCM di Napoli e Padova, questi ultimi continuano a distribuire storia, competenza, saggezza e non solo, ad operatori BCM: dirigenti, assistenti o rastrellatori di qualsiasi ditta specializzata nel recupero ordigni bellici.
Questa professione è da sempre disciplinata dal decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, N. 320, ma quest'ultimo il 9 ottobre 2010 è inaspettatamente “abrogato”.
Tutto ciò crea sbando, caos.
Il vuoto normativo impedisce la ricerca sistematica dei residuati bellici e crea seri problemi ad ogni ente pubblico o privato in procinto di costruire o scavare.
L'emergenza pare sia giunta alla conclusione, (…) infatti dopo aver erroneamente pensato di delegare la competenza di gestire un lavoro enormemente tecnico e pericoloso al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, o della salute, (!?) qualcuno ha compreso la gravissima “gaffe” e suggerito di restituire questo onere all'Ente competente militare, unico ad aver l'autorità e titoli per gestire corsi BCM, concessione e rinnovo dei brevetti personali, autorizzazioni o prescrizioni.
Vorrei concludere questo articolo per mezzo di un pensiero precedentemente scritto per altra causa:

Il lavoro continua esclusivamente per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!


Giovanni lafirenze

venerdì 6 maggio 2011

ESPLODE RESIDUATO BELLICO

Il quattro Maggio 2010 (ANSA) a Castelfranco Veneto (Treviso) un residuato bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale, forse una granata di piccolo o medio calibro a causa di un'inopportuna manipolazione esplode ferendo due pensionati del luogo.
I due amici volevano saldare un crocefisso (...) sulla pancia del proietto, trovato chissà dove.
“Sicuramente lo pensavano vuoto, ma non lo era”.
Infatti credo d'immaginare una granata priva d'ogiva, in parte colma d'esplosivo celato da uno strato di terreno, perciò i due improvvisati tecnici, scivolano tra le braccia dell'inganno.
Difatti i due, decisi a portare a termine il proprio stravagante progetto, azionano una saldatrice che sviluppa calore sufficiente a far esplodere la piccola bomba.
Quest'ultima proietta sui corpi dei protagonisti roventi schegge ed una forza d'urto ad alta temperatura.
Il tecnico saldatore (…) è ricoverato in rianimazione, il curatore del progetto al contrario è dimesso lo stesso giorno.
L'esplosione spaventa e allerta la comunità, il panico investe Borgo Vicenza, oltre le ambulanze del 118 intervengono Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine.
I Militari dell'Arma accertano che il proprietario del garage è collezionista d'armi da guerra ( regolarmente registrate...? ).
Ancora una volta mi chiedo:
questa granata parzialmente colma d'esplosivo come ha raggiunto la casa del collezionista...?
I residuati bellici, non si toccano, non si spostano, non si portano a spasso per paesi o città. Veramente stanco di ripete questo concetto, non resta che rispondere al mio stesso quesito per mezzo di una notizia datata 5 maggio 2011 che giunge da Gorizia d'Isonzo: “scomparsa una granata da 305 millimetri, la Magistratura indaga...”



sabato 30 aprile 2011

Venerdì 13 maggio 2011

Fiera Internazionale Del Libro Torino
Ore 13.00 c/o il Padiglione OVAL, stand Regione Puglia n.Y46 - presentazione libro documentario
Florestano Edizioni - SCHEGGE ASSASSINE di Giovanni Lafirenze
Intervengono l’autore e Luciano Boccalatte,vice direttore dell'Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea" Giorgio Agosti" di Torino


domenica 24 aprile 2011

IL BUON SENSO IGNORATO

Il 22 aprile 2011 un quarantenne residente ad Ariccia (Roma) mentre è intento ad allenarsi all'interno dei sentieri del lago di Albano nota una bomba da mortaio, “ovviamente” risalente alla seconda guerra mondiale, la guarda, probabilmente comprende l'identità dell'oggetto, ma non percepisce il pericolo e decide di consegnarla ai Carabinieri di zona. Naturalmente in questa avventata manovra l'uomo non possiede alcuna colpa, lui è in buona fede, desidera eliminare l'oggetto esplodente da una zona frequentata anche da ragazzini. In realtà i residuati bellici non si toccano, non si spostano...!!!! Quando si rinviene, si nota, un oggetto del genere è sufficiente allertare le forze dell'ordine di zona, anche per mezzo di un telefonino (113), esporsi in prima persona ad un pericolo del genere è inutile, caricare in auto la granata è una manovra azzardata per via delle sollecitazioni che lungo il tragitto la bomba subisce, non solo, nel pericolo coinvolgiamo anche le persone (ignare) che incrociamo con l'auto. Ancora una volta ripeto: Se in Italia l'informazione orientata a questo “GRAVISSIMO” tema fosse leggermente più presente, le persone non cadrebbero in questi paradossali e pericolosi errori in grado di sconvolgere la sicurezza di una intera comunità e non solo.


Giovanni Lafirenze

lunedì 11 aprile 2011

Il percorso editoriale atto ricostruire storia, tracce orme della bonifica bellica in Italia prosegue per mezzo del saggio: “SCHEGGE ASSASSINE”.
Certo la memoria richiama il secondo dopo guerra, quando piccole società BCM inviano propri uomini a deminare ogni luogo del Belpaese.
Erano uomini, tecnici dipendenti di società private, erano civili, ma le mine uccidevano ugualmente. Se rivolgo il pensiero verso codesto passato devo confessare ed ammettere quanto il mio presente professionale sia permeato da cultura e competenza, ereditata da questi autorevoli personaggi del nostro ieri professionale. Ovviamente ciò che scrivo è dettato da una giusta ( sempre insufficiente), conoscenza del settore BCM.
L’editoriale campagna a favore di questi uomini continua, perchè mentre scrivo queste “banali righe”, molti colleghi raggiungono remote località a caccia di residuati bellici, ammorbidendo le numerose emergenze che creano questi oggetti del passato.
Il lavoro continua giusto per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!

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