venerdì 6 maggio 2011

ESPLODE RESIDUATO BELLICO

Il quattro Maggio 2010 (ANSA) a Castelfranco Veneto (Treviso) un residuato bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale, forse una granata di piccolo o medio calibro a causa di un'inopportuna manipolazione esplode ferendo due pensionati del luogo.
I due amici volevano saldare un crocefisso (...) sulla pancia del proietto, trovato chissà dove.
“Sicuramente lo pensavano vuoto, ma non lo era”.
Infatti credo d'immaginare una granata priva d'ogiva, in parte colma d'esplosivo celato da uno strato di terreno, perciò i due improvvisati tecnici, scivolano tra le braccia dell'inganno.
Difatti i due, decisi a portare a termine il proprio stravagante progetto, azionano una saldatrice che sviluppa calore sufficiente a far esplodere la piccola bomba.
Quest'ultima proietta sui corpi dei protagonisti roventi schegge ed una forza d'urto ad alta temperatura.
Il tecnico saldatore (…) è ricoverato in rianimazione, il curatore del progetto al contrario è dimesso lo stesso giorno.
L'esplosione spaventa e allerta la comunità, il panico investe Borgo Vicenza, oltre le ambulanze del 118 intervengono Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine.
I Militari dell'Arma accertano che il proprietario del garage è collezionista d'armi da guerra ( regolarmente registrate...? ).
Ancora una volta mi chiedo:
questa granata parzialmente colma d'esplosivo come ha raggiunto la casa del collezionista...?
I residuati bellici, non si toccano, non si spostano, non si portano a spasso per paesi o città. Veramente stanco di ripete questo concetto, non resta che rispondere al mio stesso quesito per mezzo di una notizia datata 5 maggio 2011 che giunge da Gorizia d'Isonzo: “scomparsa una granata da 305 millimetri, la Magistratura indaga...”



sabato 30 aprile 2011

Venerdì 13 maggio 2011

Fiera Internazionale Del Libro Torino
Ore 13.00 c/o il Padiglione OVAL, stand Regione Puglia n.Y46 - presentazione libro documentario
Florestano Edizioni - SCHEGGE ASSASSINE di Giovanni Lafirenze
Intervengono l’autore e Luciano Boccalatte,vice direttore dell'Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea" Giorgio Agosti" di Torino


domenica 24 aprile 2011

IL BUON SENSO IGNORATO

Il 22 aprile 2011 un quarantenne residente ad Ariccia (Roma) mentre è intento ad allenarsi all'interno dei sentieri del lago di Albano nota una bomba da mortaio, “ovviamente” risalente alla seconda guerra mondiale, la guarda, probabilmente comprende l'identità dell'oggetto, ma non percepisce il pericolo e decide di consegnarla ai Carabinieri di zona. Naturalmente in questa avventata manovra l'uomo non possiede alcuna colpa, lui è in buona fede, desidera eliminare l'oggetto esplodente da una zona frequentata anche da ragazzini. In realtà i residuati bellici non si toccano, non si spostano...!!!! Quando si rinviene, si nota, un oggetto del genere è sufficiente allertare le forze dell'ordine di zona, anche per mezzo di un telefonino (113), esporsi in prima persona ad un pericolo del genere è inutile, caricare in auto la granata è una manovra azzardata per via delle sollecitazioni che lungo il tragitto la bomba subisce, non solo, nel pericolo coinvolgiamo anche le persone (ignare) che incrociamo con l'auto. Ancora una volta ripeto: Se in Italia l'informazione orientata a questo “GRAVISSIMO” tema fosse leggermente più presente, le persone non cadrebbero in questi paradossali e pericolosi errori in grado di sconvolgere la sicurezza di una intera comunità e non solo.


Giovanni Lafirenze

lunedì 11 aprile 2011

Il percorso editoriale atto ricostruire storia, tracce orme della bonifica bellica in Italia prosegue per mezzo del saggio: “SCHEGGE ASSASSINE”.
Certo la memoria richiama il secondo dopo guerra, quando piccole società BCM inviano propri uomini a deminare ogni luogo del Belpaese.
Erano uomini, tecnici dipendenti di società private, erano civili, ma le mine uccidevano ugualmente. Se rivolgo il pensiero verso codesto passato devo confessare ed ammettere quanto il mio presente professionale sia permeato da cultura e competenza, ereditata da questi autorevoli personaggi del nostro ieri professionale. Ovviamente ciò che scrivo è dettato da una giusta ( sempre insufficiente), conoscenza del settore BCM.
L’editoriale campagna a favore di questi uomini continua, perchè mentre scrivo queste “banali righe”, molti colleghi raggiungono remote località a caccia di residuati bellici, ammorbidendo le numerose emergenze che creano questi oggetti del passato.
Il lavoro continua giusto per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!

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