giovedì 7 marzo 2013

Scuola Media Manzoni Lucarelli

07/03/2013 - Ceglie del Campo. Scuola Media Manzoni Lucarelli . Presentazione del Libro "Figaro storia di un partigiano del sud" di Luca Cifarelli. Al microfono il B.C.M. Gianni LAFIRENZE

martedì 4 dicembre 2012

LA PATENTE D’ESPERTO




La notizia è incredibile: domenica 2 dicembre 2012 una potente detonazione coglie di sorpresa gli abitanti del comune di Fonzaso Provincia di Belluno. Sono le 10.30 (circa). La fonte è il Corriere delle Alpi. L’articolo è curato dal dott. Roberto Curo. Il servizio del giornalista spiega che un uomo residente proprio nella piccola cittadina veneta è investito dall’esplosione di un residuato bellico. L’uomo, un cinquantaduenne, forse è intento a maneggiare una piccola granata risalente la “Grande guerra”, trovata durante le sue escursioni con il metaldetector. La probabile ricostruzione dell’incidente: l’incauto chiuso nel garage della propria abitazione tenterebbe in qualche modo, di sollecitare i meccanismi dell’ordigno bellico. La piccola bomba esplode. L’uomo è travolto dalle schegge. Un vicino di casa allertato dal boato soccorre l’imprudente protagonista di questa storia lo scopre accasciato, con la mano devasta, il viso deturpato dai detriti del residuato. Lui è cosciente e suggerisce di avvisare la moglie. L’amico chiama sia la compagna, sia i soccorsi. Subito interviene l’ambulanza che trasporta il grave ferito all’ospedale di Feltre. I medici tentano i primi interventi, ma non è sufficiente, occorre ben altro. Infatti, grazie ad un elicottero l’infortunato è urgentemente trasferito in una clinica specializzata di Pordenone. L’uomo è grave ma non rischia la vita. Nel frattempo proseguono le indagini per capire sia le ragioni della disgrazia, quanto la provenienza di questi strani cimeli di guerra. La dott.ssa Lorena Ulpiani scrive e specifica sul Gazzettino del NordEst: “L’uomo è stato tradito dalla sua passione per i residuati bellici”. Non ha torto, anzi vorrei aggiungere che l’uomo in questione è stato soprattutto tradito da una legge regionale del tutto sbagliata che non riesce a distinguere mostrine, gavette e quant’altro da oggetti esplodenti e carichi di materiale detonante. I residuati bellici non permettono di sbagliare più di una volta. In questo campo, ripeto, la patente d’esperto non la possiede nessuno.   

Giovanni Lafirenze

lunedì 17 settembre 2012

Venerdì, 21 settembre, ore 10,00
Presentazione di "Schegge Assassine" di Giovanni Lafirenze.
Sala del Consiglio Comunale di Foggia, Palazzo di Città.
 

sabato 15 settembre 2012

Presentazione “Schegge Assassine”

Il 21 settembre alle ore 10.00 presso la sala del Consiglio del comune di Foggia palazzo di città alla presentazione del libro schegge assassine di Giovanni lafirenze
Il presidente A.N.S.I. S.M. Biagio Orillo

mercoledì 1 agosto 2012

LA BOMBA IN BANCHINA


Non ha torto la dott.ssa Annarita Bova giornalista de La Nuova Ferrara, infatti i nostri fondali (ma non solo) sono colmi di residuati bellici di ogni tipo, genere e caricamento. Qualcuno pensa che conclusa la seconda guerra mondiale in Italia, molte munizioni non utilizzate siano state scaricate tra Adriatico e Tirreno. Da sempre questo portale evidenzia lo stesso problema in terraferma. L’ultima guerra tra operazioni di bombardamento, avanzamenti, ritirate militari colma il paese di residuati bellici, comprese le già micidiali “mine”. Oggi la notizia per mezzo de “la Nuova Ferrara: un villeggiante, un turista di passaggio, quest’ultimo scorge il perverso manufatto a ridosso di una banchina di Porto Garibaldi, nei pressi d’alcune scuole elementari e udite, udite, accanto ad una colonnina per rifornire le imbarcazioni. L’uomo intuisce il momento di grande pericolo, non perde tempo, telefona immediatamente ai Carabinieri di Comacchio. I militari tempestivamente sono sul luogo, increduli identificano il residuato bellico. E’ una bomba d’aereo risalente la seconda guerra mondiale. La recintano, creano aree di sicurezza, la piantonano, allontanano le folle di curiosi, contemporaneamente i Carabinieri tentano di spiegarsi in quale modo la bomba abbia raggiunto il piccolo molo. Non è possibile spostare una bomba d’aereo a mani nude. E’ troppo pesante, fosse pure da 100 libre. Questo particolare dovrebbe escludere la teoria del pescatore, dei pescatori. Non solo, un residuato bellico sommerso in mare da tanti anni muta aspetto, l’involucro si ricopre di piccole alghe, sassolini, sabbia e tanto altro. Altra sembianza assume la bomba se rinvenuta nel sottosuolo del luogo: un corpo sporco, unto di qualcosa di simile all’argilla. Anche in questo caso non sarebbe possibile spostare l’ordigno senza l’aiuto di un mezzo meccanico o idraulico.
Giovanni lafirenze   

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