domenica 3 giugno 2012
Presentazione “Schegge Assassine”
Presentazione “Schegge Assassine” presso l’Undicesimo Reggimento Genio Guastatori Foggia
Apre il dibattito il Comandante Augusto Pietro Candido
LA FOLLIA
Certo si potrebbe pensare e scrivere che da anni l'Italia è pronta a
sbalordire tramite comportamenti talvolta completamente privi di buon
senso. Sabato 5 maggio 2012 più quotidiani lanciano la grave notizia:
Esplode un residuato bellico probabilmente risalente alla prima guerra mondiale, un colpo da cannone da 149 mm. Il protagonista di questa storia dell'assurdo è un quarantunenne residente a Crosano di Brentonico, provincia di Udine. Sembra a dire delle numerosi fonti che l'uomo fosse intento ad aprire la granata aiutato (sembra) da una lama elettrica (roba da pazzi). L'illegale passione di questa persona era già nota in paese. Infatti il tizio riceve più denunce dalle Forze dell'Ordine competenti nel territorio. Ma torniamo all'accaduto: L'uomo raccoglie il residuato chissà dove (nel momento che lo raccoglie è già denunciabile per detenzione), lo trasporta nel garage di casa (a discapito della sicurezza di chi incrocia per strada), dove pensa bene di aprire e svuotare la granata del proprio esplosivo ( quale esplosivo…? Cosa intende farne…?). Ma è illuminato dal suo Dio, infatti per compiere tale lavoro decide stringere la bomba tra le gambe…!!!!! (no non è possibile….!!!!). L'esplosione è devastante, l'uomo è proiettato fuori dal garage, ovviamente con numerose ferite sul corpo (…), è stato soccorso dalla Croce Rossa del paese ed è stato trasportato con un elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Morale della storia:
Questo signore (per non scrivere altro), sicuramente non è mosso dall'amore per la storia, non condivide alcuna passione rivolta ai cimeli dei Caduti in guerra, perché i veri ricercatori storici del settore, al cospetto di un residuato bellico esplodente, allertano le Forze dell'Ordine, non si portano la granata a casa (un condominio…!!!!!). Vista la grave situazione economica italiana a questo tizio gli farei pagare, sia le spese del soccorso per mezzo dell'elicottero, sia le spese mediche. Non ricordo più da quanti anni biografiadiunabomba "sito web"ben conosciuto continua a spiegare che le granate non possono essere rimosse…mah….
Giovanni Lafirenze
Esplode un residuato bellico probabilmente risalente alla prima guerra mondiale, un colpo da cannone da 149 mm. Il protagonista di questa storia dell'assurdo è un quarantunenne residente a Crosano di Brentonico, provincia di Udine. Sembra a dire delle numerosi fonti che l'uomo fosse intento ad aprire la granata aiutato (sembra) da una lama elettrica (roba da pazzi). L'illegale passione di questa persona era già nota in paese. Infatti il tizio riceve più denunce dalle Forze dell'Ordine competenti nel territorio. Ma torniamo all'accaduto: L'uomo raccoglie il residuato chissà dove (nel momento che lo raccoglie è già denunciabile per detenzione), lo trasporta nel garage di casa (a discapito della sicurezza di chi incrocia per strada), dove pensa bene di aprire e svuotare la granata del proprio esplosivo ( quale esplosivo…? Cosa intende farne…?). Ma è illuminato dal suo Dio, infatti per compiere tale lavoro decide stringere la bomba tra le gambe…!!!!! (no non è possibile….!!!!). L'esplosione è devastante, l'uomo è proiettato fuori dal garage, ovviamente con numerose ferite sul corpo (…), è stato soccorso dalla Croce Rossa del paese ed è stato trasportato con un elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Morale della storia:
Questo signore (per non scrivere altro), sicuramente non è mosso dall'amore per la storia, non condivide alcuna passione rivolta ai cimeli dei Caduti in guerra, perché i veri ricercatori storici del settore, al cospetto di un residuato bellico esplodente, allertano le Forze dell'Ordine, non si portano la granata a casa (un condominio…!!!!!). Vista la grave situazione economica italiana a questo tizio gli farei pagare, sia le spese del soccorso per mezzo dell'elicottero, sia le spese mediche. Non ricordo più da quanti anni biografiadiunabomba "sito web"ben conosciuto continua a spiegare che le granate non possono essere rimosse…mah….
Giovanni Lafirenze
venerdì 3 febbraio 2012
Villa Latina Esplode residuato bellico
29 gennaio 2012
A Villa Latina nei pressi di Cassino (Frosinone) una attempata signora sistema legna da ardere nel camino della propria abitazione, abituale operazione per combattere il freddo di questi giorni. Improvvisamente la donna è investita dalla tremenda esplosione di un residuato bellico che le procura ferite, ustioni e lesioni ad entrambi i timpani. Naturalmente la vittima è presto ricoverata in prognosi riservata all’Ospedale Santa Scolastica di Cassino. Nel contempo le Forze dell’ordine nel corso delle dovute indagini scoprono che il residuato bellico esploso probabilmente è stato nascosto da un vicino di casa e collezionista di cimeli bellici. Infatti a scatenare tutto ciò sarebbe stata una futile questione tra vicini di casa. Il protagonista negativo di questa storia è stato arrestato per detenzione di materiale esplosivo, in paese si vocifera che la vera causa sia una vecchia questione di eredità, se queste ipotesi risultassero veritiere l’uomo sarebbe incriminato anche di tentato omicidio. Concludendo, una folle storia cinta tra folli visioni e convinzioni, un’insana storia che perpetua, sia la mania del recupero bellico insensato in nome di una conoscenza storica illegale, quanto una gratuita violenza da fermare ad ogni costo.
Giovanni Lafirenze
29 gennaio 2012
A Villa Latina nei pressi di Cassino (Frosinone) una attempata signora sistema legna da ardere nel camino della propria abitazione, abituale operazione per combattere il freddo di questi giorni. Improvvisamente la donna è investita dalla tremenda esplosione di un residuato bellico che le procura ferite, ustioni e lesioni ad entrambi i timpani. Naturalmente la vittima è presto ricoverata in prognosi riservata all’Ospedale Santa Scolastica di Cassino. Nel contempo le Forze dell’ordine nel corso delle dovute indagini scoprono che il residuato bellico esploso probabilmente è stato nascosto da un vicino di casa e collezionista di cimeli bellici. Infatti a scatenare tutto ciò sarebbe stata una futile questione tra vicini di casa. Il protagonista negativo di questa storia è stato arrestato per detenzione di materiale esplosivo, in paese si vocifera che la vera causa sia una vecchia questione di eredità, se queste ipotesi risultassero veritiere l’uomo sarebbe incriminato anche di tentato omicidio. Concludendo, una folle storia cinta tra folli visioni e convinzioni, un’insana storia che perpetua, sia la mania del recupero bellico insensato in nome di una conoscenza storica illegale, quanto una gratuita violenza da fermare ad ogni costo.
Giovanni Lafirenze
domenica 15 gennaio 2012
POZZO E RESIDUATI BELLICI
Il 13 gennaio la notizia giunge per mezzo del quotidiano web ilgiornalediragusa.it: “Un agricoltore mentre svolge operazioni di riordino e manutenzione in un pozzo situato nel campo agricolo di sua proprietà in contrada Mazzara riviene numerosi residuati bellici”.
La vecchia cisterna da tempo adibita ad accogliere acqua anche per l’irrigazione del terreno coltivato oggi è colma di fango, tuttavia il contadino non ha dubbi: i pezzi di ferro che vede nel piccolo pantano sono vecchi fucili, perciò allerta le Forze dell’Ordine appartenenti al Commissariato di Vittoria (Ragusa).
La Polizia già impegnata in ordinarie operazioni di controllo sul territorio, interviene in tempo reale accertando la natura di quei pezzi del passato: “6 fucili, 16 pistole mitragliatrici di caratteristiche varie oltre a 5 canne, 22 caricatori e 1235 munizioni di vario calibro, etc...”.
Naturalmente tutto questo può stupire, ciò nonostante se rievochiamo i tempi della seconda guerra mondiale possiamo comprendere le ragioni storiche del rinvenimento di quelle vecchie armi.
Il Comune di Vittoria è posizionato a pochi chilometri dal mare e tra Gela, Licata, Ragusa, Modica, Comiso ( sede di aeroporto militare), Pozzallo e Siracusa, ovviamente questi luoghi ricordano i giganteschi movimenti militari a causa dello sbarco anglo-amicano del 10 luglio 1943, le numerose battaglie lasciano sepolti un indefinibile numero di ordigni inesplosi.
Non solo, mentre le truppe dei Generali Patton e Montgomery avanzano conquistando o liberando Paesi e Città, un gran numero di militari dell’Asse impegnati a difesa dell’isola si ritirano nascondendo, sotterrando ogni munizione (per non consegnarla al nemico), perciò anche celandole nei pozzi.
Per questa ragione è facile intuire quanto la zona del Comune di Vittoria e tutte le località citate siano ancora oggi permeati da pericolosissimi residuati bellici da eliminare
(vedi Piazza Armerina).
Giovanni Lafirenze
La vecchia cisterna da tempo adibita ad accogliere acqua anche per l’irrigazione del terreno coltivato oggi è colma di fango, tuttavia il contadino non ha dubbi: i pezzi di ferro che vede nel piccolo pantano sono vecchi fucili, perciò allerta le Forze dell’Ordine appartenenti al Commissariato di Vittoria (Ragusa).
La Polizia già impegnata in ordinarie operazioni di controllo sul territorio, interviene in tempo reale accertando la natura di quei pezzi del passato: “6 fucili, 16 pistole mitragliatrici di caratteristiche varie oltre a 5 canne, 22 caricatori e 1235 munizioni di vario calibro, etc...”.
Naturalmente tutto questo può stupire, ciò nonostante se rievochiamo i tempi della seconda guerra mondiale possiamo comprendere le ragioni storiche del rinvenimento di quelle vecchie armi.
Il Comune di Vittoria è posizionato a pochi chilometri dal mare e tra Gela, Licata, Ragusa, Modica, Comiso ( sede di aeroporto militare), Pozzallo e Siracusa, ovviamente questi luoghi ricordano i giganteschi movimenti militari a causa dello sbarco anglo-amicano del 10 luglio 1943, le numerose battaglie lasciano sepolti un indefinibile numero di ordigni inesplosi.
Non solo, mentre le truppe dei Generali Patton e Montgomery avanzano conquistando o liberando Paesi e Città, un gran numero di militari dell’Asse impegnati a difesa dell’isola si ritirano nascondendo, sotterrando ogni munizione (per non consegnarla al nemico), perciò anche celandole nei pozzi.
Per questa ragione è facile intuire quanto la zona del Comune di Vittoria e tutte le località citate siano ancora oggi permeati da pericolosissimi residuati bellici da eliminare
(vedi Piazza Armerina).
Giovanni Lafirenze
mercoledì 11 gennaio 2012
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