giovedì 1 dicembre 2011
MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA ALLE VITTIME DELL'URANIO IMPOVERITO
Il 5 novembre alle ore 09.00, presso l'auditorium dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Euclide" di Bari (Japigia), l'Associazione di protezione ambientale FARE VERDE ha presentato una mostra fotografica (itinerante) in occasione della Giornata Internazionale indetta dall'ONU per la prevenzione dello Sfruttamento dell'Ambiente in caso di Guerra o conflitto armato. Alla presentazione della mostra sono intervenuti il dott. Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare e l'assistente tecnico BCM. Giovanni Lafirenze esperto in bonifiche da ordigni bellici nonché autore de "La mia bonifica" e "Schegge assassine" Florestano Bari 2011. Il dibattito è stato moderato dall'Avv. Paolo Scagliarini, segretario di Fare Verde per la città di Bari. 06.
... PER NON DIMENTICARE….
... PER NON DIMENTICARE….
domenica 16 ottobre 2011
Gli Eredi della Storia presentano il libro “Schegge assassine” di Giovanni Lafirenze
Sabato 22 ottobre alle ore 18,30 nella Fabbrica San Domenico – Sala Finoccchiaro, l'associazione culturale Eredi della Storia organizza una serata dedicata alla presentazione del libro-denuncia “Schegge assassine” di Giovanni Lafirenze (Florestano Edizioni - Bari).
In presenza dell’autore, introduce Nico Bufi, presidente dell'associazione Anmig. Relatori Paolo Cutolo, ispettore-artificiere della Polizia di Stato e Michele Spadavecchia, ricercatore e presidente degli Eredi della Storia.
Il testo è una aperta denuncia che vorrebbe mettere in evidenza un problema che tocca da vicino la nostra comunità (Molfetta), ma che va oltre in quanto colpisce l’intera nazione. «Non esiste angolo e anfratto - commentano gli organizzatori - nel territorio italiano che non sia “sede” di un residuato bellico o rifiuto tossico.
Quello del traffico di rifiuti e scorie tossiche è in effetti un business ad altissimo profitto, ma è anche una “vetrina” in cui tutti vogliono apparire».
L’incontro prevede anche la proiezione multimediale di foto e filmati inediti frutto della ricerca degli Eredi della Storia.
L’ingresso è libero.
In presenza dell’autore, introduce Nico Bufi, presidente dell'associazione Anmig. Relatori Paolo Cutolo, ispettore-artificiere della Polizia di Stato e Michele Spadavecchia, ricercatore e presidente degli Eredi della Storia.
Il testo è una aperta denuncia che vorrebbe mettere in evidenza un problema che tocca da vicino la nostra comunità (Molfetta), ma che va oltre in quanto colpisce l’intera nazione. «Non esiste angolo e anfratto - commentano gli organizzatori - nel territorio italiano che non sia “sede” di un residuato bellico o rifiuto tossico.
Quello del traffico di rifiuti e scorie tossiche è in effetti un business ad altissimo profitto, ma è anche una “vetrina” in cui tutti vogliono apparire».
L’incontro prevede anche la proiezione multimediale di foto e filmati inediti frutto della ricerca degli Eredi della Storia.
L’ingresso è libero.
sabato 17 settembre 2011
Ripristino delle normative BCM
Il territorio italiano al termine del secondo conflitto mondiale è completamente permeato da residuati bellici esplodenti, sepolti o affondati. La guerra aerea strategica distrugge intere aree urbane, ogni territorio del Bel Paese. Le incursioni aeree del tipo tattico colpiscono ponti ferroviari, importanti nodi stradali, stazioni ferroviarie, capannoni industriali, strutture portuali e tanto altro. La furia dei B-17, dei Lancaster, in seguito dei Messerschmitt lascia inesplosa una titanica quantità di bombe d'aereo.
La guerra di terra in Italia nasce per mezzo dello sbarco in Sicilia colmando l'intera penisola di ordigni inesplosi.
A fine guerra ogni esercito “probabilmente “ abbandona, sotterra, affonda una grande quantità di munizioni mai utilizzate.
Ovviamente già nel 1945 i militari anglo americani cercano d'individuare soluzioni in grado di restituire agibilità ad un territorio impraticabile a causa del pericolo rappresentato da questi ordigni inesplosi.
Infatti tra il 1944 e il 1948 partecipano a queste campagne di bonifica circa 4500 civili, molti professionisti muoiono investiti da roventi schegge, altri restano feriti e mutilati, ma con grande sprezzo del pericolo i rastrellatori BCM restituiscono la vita a residenti, agricoltori, pastori, ecc...
Inizia una ricostruzione altrimenti impossibile. Nascono le scuole BCM ( Capua, Viterbo, Chieti, Campobasso, Bologna, Ferrara, ecc....), in seguito nasce l'indispensabile figura della “Sezione BCM”, la quale segue, coordina, addestra e collauda i lavori di bonifica bellica.
Il tempo passa, molte sezioni BCM (non comprendo i motivi) oggi non esistono più, ma fortunatamente la bonifica bellica ancora oggi è sostenuta dai Reparti BCM di Napoli e Padova, questi ultimi continuano a distribuire storia, competenza, saggezza e non solo, ad operatori BCM: dirigenti, assistenti o rastrellatori di qualsiasi ditta specializzata nel recupero ordigni bellici.
Questa professione è da sempre disciplinata dal decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, N. 320, ma quest'ultimo il 9 ottobre 2010 è inaspettatamente “abrogato”.
Tutto ciò crea sbando, caos.
Il vuoto normativo impedisce la ricerca sistematica dei residuati bellici e crea seri problemi ad ogni ente pubblico o privato in procinto di costruire o scavare.
L'emergenza pare sia giunta alla conclusione, (…) infatti dopo aver erroneamente pensato di delegare la competenza di gestire un lavoro enormemente tecnico e pericoloso al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, o della salute, (!?) qualcuno ha compreso la gravissima “gaffe” e suggerito di restituire questo onere all'Ente competente militare, unico ad aver l'autorità e titoli per gestire corsi BCM, concessione e rinnovo dei brevetti personali, autorizzazioni o prescrizioni.
Vorrei concludere questo articolo per mezzo di un pensiero precedentemente scritto per altra causa:
Il lavoro continua esclusivamente per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!
Giovanni lafirenze
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